Tutte le immagini sono riservate, grazie.








I due rulli 120 (uno in bianco e nero, l'altro a colori) sono stati esposti nella medesima camera oscura contemporaneamente.
Tutte le immagini sono riservate, grazie.


Le immagini sono state ottenute con queste

Le immagini pinhole esposte nella mostra di Trieste e qui riportate sono state tutte ottenute con scatole di cartone stagne, tranne che per un piccolo minuscolo foro, da cui la luce entra in dosi omeopatiche.
Come si può notare la finitura esterna delle scatole non mi appassiona, non avendo essa alcuna influenza sulla qualità delle immagini.
La formazione di un'immagine segue i principi di funzionamento dei nostri occhi e a questo scopo conta solo quello che sta dentro la camera oscura.
Riporto qui le immagini di alcune delle scatole che ho realizzato in questi anni, la Bat-camera in particolare è stata trattata in una tesi di laurea all'Alma Mater Studiorum, Università di Bologna nel 2004.

 

La scorsa estate abbiamo fatto una bellissima vacanza in Francia, dove avevo portato anche l'ultima idea per realizzare immagini pinhole, o meglio la sua evoluzione più recente.
Premetto che il mio approccio è volto alla ricerca dell'essenzialità nella realizzazione di immagini pinhole buone.
Essenziale è quel qualcosa che con di meno... non si può, non si riesce più a fare quella tal cosa! Prediligo la funzionalità all'estetica, tutto ciò che sta fuori, all'esterno dalla camera oscura delle mie scatole non concorre a dare immagini di qualità, per cui non ci perdo in genere molto tempo.
Come materiale di partenza prediligo il cartoncino tamburato.
In questa fotografia ci sono state varie esperienze, fra cui voglio ricordare quelle di Paolo Gioli che ha ottenuto delle immagini anche con la bocca, in cui si vedono i denti ecc. e Noris Lazzarini, da ultimo con il suo Ludobus.

In genere realizzo delle scatolette di cartone "opportune" (non sono scatole vuote e basta) con cui uso il rullo 120 (ancora disponibile sia come foto, tanto a colori quanto in bianco e nero che, più raramente, in diapositiva), che consente di ottenere 12 immagini nel formato canonico 6x6 e che in quantità più che modiche, mi accompagna nei viaggi o nelle vacanze.

Dal 2017 mi sono spinto un pò la ricerca di un'alternativa alla pellicola che fosse:

- Essenziale.

- Economica.

- Pratica.

Cosa abbiamo tutti in tasca che fa foto? Infatti, QUEL dispositivo "wearable" indossabile e indossato tanto da essere sempre con noi, l'ho messo in ri-uso al solo posto della pellicola, svilendolo quasi, in modo da fissare un'immagine già pinhole e facendo così - in modo semplice - delle immagini pinhole digitali (niente spuntinatura, subito visibili e disponibili, entro certi limiti si può anche "inquadrare", si può tenere in mano mentre si fotografa, ecc.).

Ho individuato un sistema di due scatole, nella prima la luce entra dal foro, si espande nella camera e forma l'immagine.
Dimensione e "qualità" dell'immagine dipendono ovviamente da alcuni fattori come lo spessore della superficie su cui il foro viene realizzato (che deve essere sottile), la distanza fra il piano della faccia con il foro e il piano opposto, ecc. qui si fissa la seconda scatola, mentre sull'altra faccia si realizza un foro opportuno su cui affaccia il gruppo degli obiettivi dello smartphone, esternamente un ancoraggio per il 'telefono'.
L'evoluzione degli smartphone li porta a differenziarsi da modello a modello e ad avere anche 3 o più obiettivi specializzati: uno per le immagini normali, uno per i grandangoli spinti, uno non ho ben capito per cosa... tanto che centrare l'asse del foro della prima scatola con l'asse dell'obiettivo che realizzerà la foto, non è sempre banale.
Al momento faccio un gruppo scatole dedicato per quello smartphone, cambio smartphone? Nuova scatola o quantomeno nuovo "aggancio", 
personalizzato anch'esso e necessario per evitare che il 'telefono' cada.

Nella vacanza in Francia ho realizzato 8 rulli 120 con le scatolette a pellicola ("tradizionali") e ben 317 immagini pinhole, che diviso 12 scatti fa... l'equivalente di 26,4 rulli con lo smartphone.
E praticamente non me ne sono reso nemmeno conto...

Perchè questa disparità? Per diversi motivi, c'era molto o moltissimo vento e tenere ferma per i secondi necessari all'esposizione la scatoletta a pellicola era spesso difficile, mentre con lo smartphone il gruppo scatole-telefono lo si tiene in mano, il tempo di esposizione è di un attimo, secondo parrà strano ma si da meno nell'occhio realizzando diverse foto con il dispositivo e lo smartphone rispetto al posizionare un treppiedi (necessario con le scatolette a pellicola) per una singola immagine... per cui la possibilità di ottenere immagini spontanee è maggiore.
Vi è inoltre la "comodità" di poter immediatamente postare l'immagine o di condividerla in tempo reale, cosa ormai molto comune.

Da ultimo non c'è da attendere e da spendere soldi per il lavoro del laboratorio (io raccolgo immagini per lo più a colori).

In sostanza, credo che le immagini ottenute su pellicola siano ancora le migliori, ma sto provando un certa soddisfazione anche con queste dallo smartphone: in fin dei conti mi procuro da solo gli attrezzi per la mia passione ;)

NB.: Queste scatole non si possono definire "macchine" perchè non hanno nessun componente che fa un qualsivoglia lavoro, è tutto demandato al fotografo che opera in maniera molto diretta su di esse.

Work in progress.

 


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